Alberto Alberti

Collana: Biblioteca di Psicosintesi

Firenze 2020

ISBN: 9788895473222

Pagine 184

€ 19,00

La condizione umana è la problematicità e la ricerca. L’uomo, muovendosi tra dubbi, dilemmi e contraddizioni, senza poggiare mai su di un equilibrio stabile, cerca il Sé, l’anima e il senso del suo esserci. Lo fa, camminando, sbagliando, e ponendo domande a se stesso, agli altri, alla natura, al mondo, a Dio. Ma il suo eterno interrogare non perviene mai a delle certezze, anche perché confonde la propria identità con quella dell’interlocutore.

Nei rapporti inter-umani non riesce bene a distinguere chi è lui e chi è l’altro. Non ha chiara coscienza del proprio Io. Vede l’altro come un “Tu”, ma lo vede come riferito a se stesso, come un’immagine mista di realtà e proiezioni dell’Io (desideri, timori, aspettative, credenze). Non riesce a vederlo come un “altro Io”, che esiste di per sé, indipendentemente da lui.

Mancando una chiara distinzione delle identità, non può aver luogo un incontro autentico. L’uomo non trova allora il Sé che cerca, perché il Sé non sta nell’Io, e neppure nel Tu, ma nel varco spazio-temporale tra le identità. Il Sé può essere colto solo nel punto sacro di relazione/sospensione tra l’una e l’altra identità (“Sé tra Noi”).

Ascoltando la stupenda canzone di Lorenza Berni Occhi senza tempo – a cui è dedicato un capitolo di questo libro – appare chiaro che le uniche cose che contano sono gli incontri commossi tra gli esseri umani, in cui le anime si manifestano, si vedono e si riconoscono; e i cuori si parlano mediante l’antico e universale linguaggio del sentimento.

L’ansia di ricerca dell’uomo, il suo errare, i suoi interrogativi trovano il loro approdo in questo conversare delle anime, che si ha l’impressione avvenga sotto lo sguardo di un soggetto cosmico, ravvisabile in un sentimento di dolcezza e bontà infinita, una “grande madre”, una humilitas, che accoglie, preserva e custodisce in sé la fragilità della condizione umana.